5 cose che possono succederti se non hai ancora registrato il marchio

Hai la certezza che il marchio che stai usando sia veramente di tua proprietà? Ecco una lista di 5 cose che possono succederti se stai usando un marchio, ma non lo hai ancora registrato.

Non registrare un marchio: ecco cosa può succederti

Apri un’azienda, commissioni ad un’agenzia la realizzazione di un marchio per la tua attività, ti piace, lo senti tuo. Intanto il business cresce, il fatturato anche. Il tuo nome inizia a circolare. Finalmente anni di lavoro sono ripagati dal successo che avevi sempre sperato: un Brand ben posizionato sul mercato e apprezzato da un buon numero di clienti.
Ora, però, rispondi a queste domande: hai la certezza che il marchio che stai usando sia veramente di tua proprietà? Hai un certificato che attesta che solo tu puoi usarlo? Se non è così, il tuo business potrebbe essere a rischio perché, forse, qualcuno ha già registrato il marchio prima di te. Non importa che la sua attività sia più piccola della tua, che abbia avuto meno successo o che si trovi a centinaia di chilometri di distanza da dove ti trovi. Se ha già registrato il marchio nella tua stessa classe merceologica, è di sua proprietà e tu rischi di non poterlo più usare e le implicazioni per il futuro del tuo business sono molto pesanti.

Ecco una lista di 5 cose che possono succederti se stai usando un marchio, ma non lo hai ancora registrato.

 

PUNTO 1

Marchio, packaging, comunicazione: devi cambiare tutto in poco tempo

Se usi un marchio ma non possiedi il certificato di proprietà che attesta che ti appartiene in via esclusiva, il tuo business è a rischio. Può accadere, infatti, che qualcuno abbia già registrato un marchio identico o simile quello che usi tu e che ti invii una diffida tramite il suo avvocato intimandoti di non usarlo più.
Purtroppo non hai alternative, se usi un marchio dopo che lo stesso è già stato registrato da altri sei indifendibile e rischi di dover cambiare tutto in poco tempo: il nome del tuo Brand, del tuo prodotto o servizio, anche la denominazione della tua società, se contiene il nome del marchio.

 

Facciamo un esempio

La “Tizio srl” di Bologna vende i biscotti “Tizio”, ha un’immagine coordinata ed un packaging con il marchio “Tizio” che, però, non ha ancora registrato. L’azienda ha un buon giro d’affari, i biscotti di “Tizio” piacciono e il Brand cresce. Una grande catena di distribuzione si interessa ai suoi prodotti e sembra disponibile ad esporli. Ma poi la “Tizio srl” riceve una lettera di diffida da parte del legale della “Tizio coccole per il palato srl”, negozio di dolciumi in provincia di Firenze, che qualche anno prima aveva registrato il marchio “Tizio” con l’idea di lanciare una nuova linea di pasticcini. Dato che la “Tizio srl” non è proprietaria del marchio, è costretta a ritirare dal mercato tutti i suoi prodotti, deve rinunciare al contratto con la GDO, cambiare denominazione sociale, bloccare le campagne di comunicazione che aveva avviato…. in sostanza, deve ripartire da zero con un nuovo nome: un danno economico enorme!

Il nostro consiglio
Se la tua attività è ancora agli inizi, prima che sia troppo tardi, corri ai ripari e assicurati che il marchio che usi non sia già stato registrato. Finché il business è piccolo, infatti, hai ancora tempo per cambiare nome e limitare i danni!

 

PUNTO 2

Se il marchio contestato è anche il nome a dominio del tuo sito web, devi rifare il sito con un nuovo nome

Se il dominio del tuo sito web contiene il nome di un marchio già registrato da altri, non puoi più continuare ad usarlo. 

Spesso, infatti, sorge un equivoco: molte aziende e professionisti pensano che togliere dal mercato i propri prodotti e servizi, cambiare marchio e nome sia sufficiente. Non è così, se c’è già un marchio registrato da terzi, il nome è precluso per ogni tipo di comunicazione, compreso il dominio di un sito web.


Facciamo un esempio

L’azienda “Pantofole Folly srl” produce pantofole ed ha creato un sito web con il nome del suo marchio (non registrato): www.pantofolefolly.com il nome “Pantofole Folly” viene contestato da un’altra azienda di pelletteria, la “Folly Scarpe”, che ha registrato il marchio “Folly” anni prima e diffida la “Pantofole Folly srl” dall’uso. L’azienda di pantofole è quindi costretta a cambiare marchio, denominazione sociale, a ritirare le sue pantofole dal mercato e a rifare il sito con un altro nome a dominio, perdendo traffico Web importante ed una vetrina virtuale fondamentale per la sua attività.

Il nostro consiglio
Se pensi che il Web sia un canale privilegiato per il tuo business, per poter avere l’esclusiva sul nome di dominio, devi prima registrare il marchio. Solo così potrai tutelare il tuo Brand anche in Internet e rivalerti contro coloro che registrano nomi a dominio simili o identici al tuo, purché rientrino nella classe merceologica in cui operi.

 

PUNTO 3

Esporti all’estero? Da un momento all’altro i tuoi prodotti potrebbero essere bloccati alla dogana

Se stai pensando di esportare all’estero è molto importante che registri il marchio anche per i Paesi in cui intendi espandere il tuo mercato.
Infatti, alcuni distributori, prima di commercializzare i tuoi prodotti, ti chiederanno se il marchio è registrato, mentre altri, purtroppo, non ti chiederanno nulla e può anche accadere che lo facciano registrare ad un loro prestanome! In quest’ultimo caso, i tuoi prodotti verranno bloccati alla dogana e tu perderai la possibilità di commercializzarli in quel Paese.
È una situazione che capita di frequente. In molti Stati esteri, infatti, vale il principio “first come, first served”, per cui, se sorge un conflitto, la legge è dalla parte di chi ha fatto per primo la domanda di registrazione del marchio.  

 

Facciamo un esempio 

L’azienda “Caio srl” produce la penna “Oblivion” e decide di venderla anche all’estero, ma non registra il marchio per i Paesi in cui vuole esportare. Contatta un distributore in Cina, che accetta di commercializzare la penna “Oblivion”. Il prodotto piace, aumentano gli ordini e il distributore locale inizia a chiedere una percentuale maggiore sulle vendite. I rapporti tre le due società si incrinano e nel frattempo si fa avanti un altro distributore locale, che propone alla “Caio srl” condizioni migliori per la commercializzazione della penna. La “Caio” cambia partner e all’improvviso le sue penne vengono bloccate alla dogana: il primo distributore, infatti, aveva fatto registrare il marchio “Oblivion” a nome di un soggetto di sua fiducia e ora la “Caio” non può più vendere le sue penne “Oblivion” sul mercato cinese, perché lì risultano contraffatte. Poco importa che il marchio fosse registrato in Italia e in Europa già da tempo! Intanto il suo ex distributore locale può rifornirsi da un’azienda diversa, che produce penne, chiamarle “Oblivion” e venderle in Cina senza problemi.

Il nostro consiglio
Se stai pensando di vendere i tuoi prodotti o i tuoi servizi all’estero, prima ancora di prendere contatto con i distributori locali, registra i tuoi marchi per i territori in cui vuoi che vengano commercializzati. Se invece sei già attivo in altri Paesi, assicurati che i tuoi marchi non siano stati registrati da altri, tenendo presente che, se è già successo, il tuo business in quel mercato corre un forte rischio.

 

PUNTO 4

Potrebbero chiederti di risarcire il danno

Se usi un marchio registrato da altri, come abbiamo visto, puoi ricevere una diffida da un legale esperto in proprietà industriale che, per conto del suo cliente, ti intima di cessarne immediatamente l’utilizzo. Se non agisci per tempo, rassicurando la controparte che ti muoverai al più presto per modificare il tuo nome, ritirare i prodotti e cambiare il dominio del tuo sito o, peggio, se decidi di mantenere il marchio e continuare l’attività, potrebbero chiederti di pagare un risarcimento danni.

Chi ha registrato il marchio, infatti, può rivolgersi ad un giudice che a sua volta può emettere un provvedimento per sequestrare la merce, ordinarti di cessare l’uso del marchio e obbligarti a pagare un risarcimento danni e una penale per ogni giorno in cui il marchio viene utilizzato.

Il nostro consiglio
Se usi un marchio già registrato da altri, le tue possibilità di difenderti in giudizio sono scarse. Ti conviene limitare i danni e fare tutto il possibile per evitare di finire in tribunale, perché le perdite economiche, tra spese legali e risarcimento, possono solo aumentare.

 

PUNTO 5

Hai un danno di immagine: i tuoi clienti dovranno dimenticare il nome del tuo Brand

Hai fatto di tutto per posizionare il tuo marchio nella mente dei tuoi clienti: investito migliaia di euro in comunicazione, intessuto rapporti commerciali con altre aziende, studiato offerte e assunto nuovi collaboratori perché ti aiutassero a far crescere la tua attività. Ma se il marchio che usi è di altri e questi fanno valere i loro diritti di proprietà, è stato tutto vano.

I tuoi clienti dovranno dimenticare il tuo nome e dovrai ripartire da zero.
Senza contare che la tua reputazione ne uscirà compromessa e più il tuo successo è grande, più grande sarà il danno d’immagine che subirai. 

Il nostro consiglio
Non giocare d’azzardo
. Proteggi il tuo business, partendo anche dalla tutela del tuo Brand: prima di spingere l’acceleratore sulla crescita della tua attività, registra il marchio. Se qualcuno lo ha già fatto prima di te, avrai ancora il tempo e le risorse per crearne uno nuovo. Se invece sarai tu a registrarlo per primo, avrai la certezza di poter contare su un Brand forte e difendibile, anche legalmente.

 

Dopo aver osservato questi 5 scenari, sei ancora convinto che sia meglio non registrare il tuo marchio? 

evitare spiacevoli sorprese - registra il tuo marchio

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