Tutela del marchio registrato su Internet: come proteggere un marchio su Amazon

Come funziona la protezione dei marchi registrati su Amazon? Quali condizioni pone la piattaforma per potersi avvalere del suo meccanismo di tutela?

Tutela del marchio registrato su Amazon

La decisione è presa. Dopo un’attenta riflessione hai deciso di vendere i tuoi prodotti anche online. La piattaforma che hai scelto è Amazon: tutti ne parlano bene e sul web hai trovato moltissimi consigli e trucchi per sfruttare al massimo questo servizio. La maggior parte delle guide su questo argomento, però, così come gli approfondimenti sul funzionamento di altre piattaforme, per esempio Facebook e Google AdWords, non spiega fino in fondo come funziona la tutela del marchio registrato su Internet. Forse saprai già che Amazon ha le sue regole per la tutela dei marchi registrati sulla propria piattaforma ma quello che forse non sai è che non si tratta dell’unica protezione possibile e, anzi, si tratta di una protezione molto più debole di quella che offre la normativa italiana. Se Amazon non ti è stato d’aiuto nella protezione del tuo marchio con il suo sistema privato di Brand registry, non è affatto detto che tu non possa sfruttare la tutela, ben più ampia, che ti viene offerta dalla legge italiana.

Vediamo allora come funziona la protezione dei marchi registrati su Amazon, quali condizioni pone la piattaforma per potersi avvalere del suo meccanismo di tutela e cosa puoi fare tu per difenderti dalla concorrenza sleale.

 

Tutela del marchio su Amazon: il codice ASIN e le violazioni dei marchi registrati

Facciamo una breve premessa per capire a grandi linee come funziona la vendita su Amazon.
La prima volta che un’azienda crea un annuncio su Amazon il portale attribuisce ad ogni suo prodotto un codice univoco chiamato ASIN (Amazon Standard Identification Number) per distinguerlo dagli altri. Il sistema punta ad offrire la migliore scelta per l’utente, non per chi pubblica l’annuncio.  Quindi può capitare il caso in cui diversi soggetti, che vendono lo stesso prodotto, creino autonomamente inserzioni su Amazon usando il medesimo codice ASIN perché, per esempio, sono tutti distributori autorizzati dell’azienda produttrice. In queste situazioni il sistema mostrerà all’utente tutti gli annunci dei vari inserzionisti, mettendoli in concorrenza fra loro.
Fin qui tutto a posto (dal punto di vista legale).
Quando sorge allora la violazione del marchio? Il problema sorge se un’azienda ha registrato il marchio, i suoi annunci su Amazon hanno successo e sono molto visibili, così i suoi concorrenti, che vendono prodotti simili ma con un altro marchio, usano il suo codice ASIN per approfittare della sua visibilità.  In questo caso siamo di fronte ad uno sfruttamento illegittimo del marchio altrui.

 

FACCIAMO UN ESEMPIO

 

L’azienda “Blu” produce cartucce per stampanti a marchio registrato “Blu”. Dopo anni di vendita “tradizionale” tramite negozi e rivenditori autorizzati, decide di allargare il mercato anche all’online e sceglie Amazon come principale piattaforma di vendita.

Nel momento in cui l’azienda avvia l’attività sul web e crea gli annunci per le sue cartucce “Blu”, Amazon attribuisce loro un codice ASIN. In breve tempo gli annunci della “Blu” riscuotono un ottimo successo, sono sempre più visibili e iniziano ad attrarre l’interesse dei concorrenti dell’azienda, la “Giallo” e la “ Rosso”, che vendono cartucce simili alle sue, ma a marchio “Giallo” e “Rosso”, appunto.
La “Giallo” e la “Rosso” decidono quindi di creare inserzioni usando lo stesso codice ASIN dei prodotti della “Blu” per fare in modo che i loro annunci siano più visibili sulla piattaforma, sfruttando così illegittimamente la popolarità della “Blu”.

Cosa si può fare in questi casi?
Ci sono due strade: una è affidarsi al meccanismo di tutela previsto da Amazon, l’altra è contattare il proprio legale esperto di marchi perché invii una diffida al concorrente che sta sfruttando illegittimamente il marchio registrato.

 

Il meccanismo di tutela automatico di Amazon (ed i suoi limiti)

Amazon ha creato un servizio di tutela, Amazon Brand Registry, che permette ai titolari di prodotti a marchio registrato di segnalare violazioni da parte di terzi, in modo da rimuovere automaticamente i contenuti imprecisi o illeciti. Per poter usare questo servizio, però, il marchio deve comparire sui prodotti o sull'imballaggio della merce venduta ed è necessario che chi fa richiesta abbia un ruolo come “titolare dei diritti o agente autorizzato” del marchio registrato.
Tutto qui?
No, c’è un ulteriore limite.
Attualmente il sistema rigetta le richieste per i marchi non denominativi.


Cos’è un marchio denominativo?

Un marchio denominativo, lo ricordiamo, è un marchio costituito da lettere e numeri, è “il nome” che identifica il Brand. Per intenderci, le parole Adidas, Volvo e Audi sono marchi denominativi.
Invece il marchio figurativo (che Amazon al momento non protegge) è un marchio in cui vengono utilizzati caratteri, una stilizzazione o un layout non standard oppure una riproduzione grafica o un colore. Sono compresi in questa categoria anche i marchi costituiti esclusivamente da elementi figurativi (fonte EUIPO). Per esempio, la mela di Apple è un marchio figurativo.
Esistono poi marchi “ibridi” che associano la componente denominativa a quella figurativa.

Se vuoi approfondire l’argomento, capire se il tuo marchio è denominativo o figurativo e come tutelarlo, potrebbe interessarti questo articolo Strategia per registrare un marchio, in cui prendiamo in esame gli aspetti da considerare quando si decide di tutelare il proprio Brand.

 

La protezione offerta dalla legge  

Quindi, come abbiamo visto, Amazon prevede alcune condizioni per la tutela dei marchi registrati che, al contrario, la legge non presuppone. Per cui, se qualcuno sta usando il codice ASIN dei tuoi prodotti, che però sono protetti da un marchio registrato di tipo figurativo o da un marchio non identico ma molto simile al tuo la piattaforma non ti tutelerà.

La tutela offerta dalla normativa italiana è più ampia di quella di Amazon

La normativa sui marchi, invece, non pone questi vincoli e se qualcuno sfrutta illecitamente il tuo marchio registrato non importa che sia denominativo o figurativo, hai molte più possibilità di difenderti poichè la tutela prevista dalla normativa è molto più ampia di quella che mette a disposizione Amazon per i titolari dei marchi.
Non solo, se subisci un danno a causa dello sfruttamento illegittimo del tuo marchio Amazon non potrà fare nulla, ma un legale sì. È il caso in cui, per esempio, le tue vendite calano perché un concorrente usa illecitamente il tuo stesso codice ASIN per i suoi annunci. In questa situazione puoi contattare un professionista esperto nella tutela dei marchi che manderà una diffida al tuo concorrente per impedirgli di usare il tuo codice univoco su Amazon e chiedere quindi un risarcimento.
Infine, a differenza delle piattaforme online, che prevedono necessariamente la registrazione del marchio, la legge arriva a tutelare anche chi ha un marchio di fatto, cioè un marchio non registrato, anche se si tratta di una protezione più difficile da attivare rispetto a quella prevista per chi ha un certificato di registrazione.

Il nostro consiglio
Registrare un marchio, come abbiamo visto, è sempre la strada migliore per far valere i propri diritti anche su una piattaforma digitale come Amazon. Se hai deciso di vendere i tuoi prodotti su questo sito, quindi, è assolutamente opportuno che il tuo marchio sia registrato e che quantomeno tu ne abbia registrato (anche) il nome (marchio denominativo). 

 

Se ti stai chiedendo quanto costa registrare un marchio, ricordati che risulta sempre inferiore alle spese legali che si devono sostenere in caso di contraffazione, uso illecito o improprio qualora il marchio non fosse registrato.Come abbiamo visto, però, la tutela offerta da Amazon ha i suoi limiti e bisogna tenerne conto. Infatti, non si tratta di una protezione di tipo giuridico. Perciò, se ritieni che la violazione del tuo marchio da parte di altri abbia arrecato un danno economico alla tua attività, l’unico modo per rivalerti è affidarti ad un legale ed eventualmente ricorrere al tribunale.

 

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